Il dromedario con i suoi 3 metri di altezza è uno dei mammiferi artiodattili più grandi della terra. Vive nelle regioni desertiche dell’ Africa del nord, nelle regioni sudoccidentali dell’Asia Minore, dalle pianure dell’Afghanistan fino all’India nordoccidentale e in Australia. Viene spesso confuso con i cammelli, anche se quest’ultimi si differenziano dai dromedari: per il pelame più folto, che diventa particolarmente lungo nella zona inferiore del collo, per le due gobbe dorsali, per la costituzione più massiccia e gli arti più corti. Inoltre anche la distribuzione geografica è diversa visto che il cammello è diffuso nelle zone desertiche e steppose della Mongolia, dell’Asia centrale e della Turchia.
Il dromedario è stato da sempre utilizzato dall’uomo come animale da soma o da cavalcatura. In base ai resti fossili ritrovati, l’animale popolava alcuni millenni or sono anche l’America del Nord, ma è assai probabile il suo addomesticamento sia avvenuto nella Penisola Araba tra il IV e il V millennio a.C., diventando indispensabile per i nomadi beduini delle aree steppose e desertiche.
Il dromedario è in grado di percorrere più di cinquanta chilometri al giorno, resistendo in maniera ottimale alla mancanza di cibo e acqua, anche per una settimana. In questi animali la traspirazione, già di per sé assai limitata per via della particolare struttura dell’epidermide, può essere ancor più rallentata dall’ingestione di vegetali spontanei della steppa, talmente ricchi di sali minerali che fanno aumentare la pressione osmotica delle cellule dell’animale, impedendo l’evaporazione dei liquidi organici e consentendo quindi la sopravvivenza in condizioni estreme.
Il suo organismo è in grado inoltre di sopportare un aumento della propria temperatura corporea fino a 6-7 gradi Celsius senza che questo comporti dispersione di liquidi. Un’altra fondamentale caratteristica è quella di limitare al massimo l’espulsione dei propri liquidi organici, in questi animali infatti l’urea prodotta non viene filtrata dai reni per la successiva espulsione, ma torna invece per via sanguigna allo stomaco per entrare nuovamente in circolo. Se anche questo non bastasse si deve ricordare infine che il dromedario riesce a metabolizzare il grasso del proprio organismo (in particolare della gobba) e a produrre idrogeno che con l’ossigeno dell’aria, riesce a creare acqua in ragione di 1l di liquido per 1 kg di lipidi..
Infine sono dotati oltre che di un ottimo olfatto anche di una vista eccellente. Infatti l’occhio di questi animali presenta una sorta di lente che gli permette cosi di individuare anche un piccolo cespuglio praticamente ricoperto di sabbia.

