Ecursione nel deserto a Marsa Alam

31 03 2009

 

Caratteristiche tecniche escursione

Tipologia: “half day” ossia  partenza nel primo pomeriggio e ritorno dopo cena.

Costo: 45 euro

La quota comprende: trasporto, guida, tragitto a cammello di circa 2h, “aperitivo” nel deserto con spiegazione delle tradizioni locali, cena nel campo tendato e piccolo spettacolo musicale finale.

La quota non comprende: eventuali extra quali per esempio souvenirs.

Note: sinceramente non so quanto costi questa escursione in un villaggio turistico visto che quelli in cui ho chiesto non praticavano questo tipo di escursione. Per quanto concerne l’organizzazione di oggi direi veramente ottima.

 

Giovedì 5 Marzo 2009

Ore 21:30

Che giornata spettacolare! Oggi è stata proprio una giornata ecologica nella quale, oltre a poter ammirare le meraviglie naturali che offre l’Egitto, ho potuto capire qualcosa in più sulla cultura di una delle popolazioni più antiche del Mondo.

Come al solito la mia sveglia biologica è suonata alle 7:30 e dopo una rapida colazione sono andata a fare una snorkelata nel reef davanti al diving. Doveva essere una breve nuotata, per poi potermi cosi rilassare sotto il sole, ma una serie di fantastici incontri mi ha “costretta” a stare in acqua per più di due ore. Appena entrata ho visto, oltre ai soliti piccoli barracuda, una piccola tartaruga embricata. Logicamente l’ho subito seguita nella speranza di vederla riemergere da li a poco per respirare, purtroppo sembrava impaurita dalla mia presenza cosi sono rimasta a guardarla mentre spariva nel blu. Appena salutata questa schiva tartarughina notai che mi ero allontanata un po’ dal reef e il fondale sotto di me ora era costituito da una piccola prateria di fanerogame; decisi allora di esplorare un po’ la zona visto che queste piante marine sono il cibo prediletto delle grandi tartarughe verdi e dei dugonghi. Dopo poco la mia ricerca è stata parzialmente compensata dall’avvistamento di una grossa tartaruga verde che stava brucando il fondale, ma per mia sfortuna anche questo esemplare non era in vena di fare amicizia e appena si accorse della mia presenza nuotò rapidamente in direzione opposta. Cosi dopo aver continuato la ricerca nella prateria, senza ulteriori incontri, decisi di avvicinarmi di nuovo al reef e sulla via del ritorno ho potuto ammirare in lontananza una grossa aquila di mare che scivolava dolcemente nel blu.

Solo quando sono tornata al diving mi sono accorta del tanto tempo passato in acqua, erano le 13:00, avevo un’ora per cambiarmi pranzare e prepararmi per la mia escursione nel deserto.

Sono arrivata al campo tendato situato nella in una valle nel deserto alle 15:00 circa. Qui sono stata accolta dal gestore dell’ecolodge che mi ha spiegato un po’ come avremmo passato la giornata di oggi invitandomi come prima cosa a vedere un breve documentario (tradotto anche in italiano) che spiega il progetto della struttura e fornisce parecchie informazioni sulla la zona: si va per esempio dalla formazione geologica della zona, al clima, agli animali e alle tribù di questo parco naturale.

Dopo è stato un susseguirsi di emozioni: innanzitutto per la mia prima volta sono andata su un dromedario e non facendo la solita “cammellata”, ma “guidandolo” da sola con la mia voce e le briglie in mano, dopo circa un’ora di cavalcata ci siamo seduti su delle coperte e li abbiamo iniziato la nostra conversazione sulla cultura e la salvaguardia delle tribù locali. Sarebbe inutile che io vi riportassi tutto quello che mi ha raccontato visto che non potrei trasmettervi le vibrazioni positive che ho percepito in quei momenti è la classica esperienza che se vuoi apprezzare fino in fondo devi viverla in prima persona. 

Dopo due ore di piacevole conversazione abbiamo fatto uno spuntino con alcuni membri delle tribù locali a base di un formaggio fatto con latte di bufala e dromedario, con olive e origano del deserto e una focaccia calda cotta, davanti ai miei occhi, sotto la cenere.

Al tramonto è cominciato il ritorno alla base, questa volta in compagnia di alcuni giovani e bambini di una delle tribù che guidarono i nostri cammelli fino al campo tendato ,cantando canzoni, che solitamente si intonano per tenere unite le carovane durante gli spostamenti notturni.

Arrivati al campo una succulenta cena ci stava già aspettando alla quale segui un piccolo spettacolo musicale dei bambini del luogo.

Insomma una giornata che porterò per sempre nel mio cuore.


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